La storia

La VALLEBELBO nacque nel 1956 per la volontà e l’orgoglio di alcuni agricoltori che volevano affrancarsi dal mercato unilaterale di quegli anni.
Erano anni infatti in cui l’agricoltura stava uscendo da schemi e modelli economici immutati da secoli.
Per il viticoltore l’unica possibilità di vendita delle sue uve era la cessione all’industria enologica, che già a quel tempo si poneva al vertice italiano del settore, senza la possibilità di alcuna contrattazione di prezzo. Di conseguenza era una condizione di sfruttamento e sottosviluppo che manteneva una distanza abissale dal punto di vista economico, sociale e culturale tra il mondo industriale nascente.

Fu grazie all’intelligenza ed al coraggio di alcuni viticoltori che la nascente VALLEBELBO si propose di interrompere questo servile circolo vizioso partendo subito con l’intenzione di conquistarsi un proprio mercato, non solo come materia prima da collocare sfusa sul mercato, ma soprattutto come azienda imbottigliatrice in grado di proporre un proprio marchio sul mercato dominato dai giganti dell’enologia piemontese. 

Il primo stabilimento fu la prima vera struttura industriale del luogo e considerato all’avanguardia nel settore. 
Le attrezzature di allora erano rispetto alle attuali rudimentali, figlie com’erano di una tradizione immutata da secoli, con magari piccole modifiche nate dall’ingegnosità dei tecnici, come ad esempio i famosi Sacchi Olandesi per la filtrazione del moscato, riempitrici manuali e così via, tuttavia sufficiente per le produzioni di allora (non più di 8/10 mila quintali di uva). 

Con il crescere della produzione vi fu un costante adeguamento tecnologico e verso l’inizio degli anni ‘70 si passò alla vinificazione delle uve rosse che da sempre i Soci producevano: Dolcetto, Barbera, Freisa, con la realizzazione di un secondo stabilimento adiacente al primo e nuovi ampliamenti atti a contenere l’aumento di produzione delle uve Moscato.

Con la realizzazione della nuova Cantina la gamma dei vini prodotti si arricchì notevolmente portando nuovo lustro al marchio per la serietà e la qualità di questi vini che consentirono l’acquisizione di nuovi e più diversificati mercati.

All’inizio degli anni ‘80 l’ASTI si stava espandendo rapidamente nel Mondo. La fiducia in questo successo commerciale convinse i Soci ad aumentare la produzione del Moscato sia con i nuovi impianti di vigneti che con la riconversione totale dei vecchi, tanto che si poté assistere in quegli anni a rapide risistemazioni di intere colline malgrado le difficoltà dovute all’impervia e tortuosa orografia dei luoghi.

L’aumento di produzione ipotizzato vedeva una produzione raddoppiata per il 1985. Occorreva quindi una scelta impegnativa e coraggiosa, le strutture esistenti più volte adeguate non erano in grado di contenere tale produzione.

Fu così che con una scelta ardita, in onore allo stile di aggressiva lungimiranza della COOPERATIVA, si decise di costruire un nuovo stabilimento concepito per la vinificazione specifica del Moscato.

Costruito nel periodo che va dal 1983 all’85 ed ampliato nel 89/90 rappresenta fra i più moderni complessi di vinificazione del Moscato attualmente esistente in Italia dove i metodi tradizionali si fondono con la tecnologia più avanzata con il chiaro intento di ottenere il massimo della qualità.

Nello stesso periodo consapevoli che la qualità non é frutto solo della tecnologia di trasformazione, ma é soprattutto la trasformazione perfetta di materia prima, cioè uva, perfetta, iniziò una stretta collaborazione con i Soci conferitori, dotandoli di un’assistenza agronomica qualificata in modo che la COOPERATIVA avesse sotto controllo anche la coltivazione dei vigneti.

Lo scopo era di garantire una corretta gestione dei medesimi finalizzata da un lato ad avere uve sempre migliori dall’altra ridurre i costi di coltivazione e l’uso di trattamenti anticrittogamici.

I risultati a distanza di alcuni anni sono più che lusinghieri e si tratta di un’esperienza quanto mai utile da continuare e perfezionare nel tempo.

All’inizio degli anni ‘90 si rendeva opportuno migliorare la funzionalità dei due primi stabilimenti destinandoli anch’essi a lavorazioni specializzate.

Il primo stabilimento del ‘56 fu destinato esclusivamente a cantina di spumantizzazione.

Fu installato un nuovo reparto di autoclavi e si iniziò la modernizzazione della linea di imbottigliamento, ora terminata, e l’adeguamento dei locali alle nuove norme CEE sull’igiene e sicurezza sul lavoro.
Nella Cantina del ‘72 sede degli uffici e luogo di vinificazione delle uve rosse fu modernizzata la linea imbottigliamento, adeguati i locali e ampliato il magazzino. 
Nel 2010 il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione hanno intrapreso un’importante opera di accorpamento dei tre stabilimenti produttivi, al fine di: ottimizzare sia il lavoro dei propri dipendenti, ridurre i costi di produzione e migliorare la qualità dei vini prodotti. A tal fine sono stati realizzati i nuovi impianti descritti nella relazione tecnica, il cui completamento ha richiesto due anni di lavoro e lo spostamento di tutti i macchinari e le autoclavi per la presa di spuma dai vecchi stabilimenti al nuovo sito produttivo di Via Cossano 2/A.